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I miei lavori tra parole e immagini

Un amore distratto


Era un amore distratto.
si perdeva una lettera e -more- rimaneva,
un frutto rispettabile, per carità,
ma si impiglia tra i denti
e non sazia.

Confondeva
il verbo con il nervo,
la carezza con la parentesi,
la promessa con la premessa.
A volte pensava abbraccio
ma diceva araccio
e non sapeva dove mettere le mani.

Dimenticava i compleanni,
bruciava il caffè,
lasciava le chiavi nella serratura,
le scuse sul tavolo.
A volte correva a prendere un treno
che non esisteva più.

Pensava resta,
ma la r scivolava via,
e diceva esta,
una stagione a mezz’asta.
Lei non capiva,
e andava via.

A volte pensava noi,
ma il pronome si sbriciolava,
e rimaneva solo o —
una bocca aperta,
senza risposta.
E lei, che odiava il silenzio,
se ne andava ancora,
per un errore d’ortografia.

Era un amore distratto,
dimenticava la luce accesa,
il pane nel forno,
scriveva messaggi
che non inviava,
piegava le frasi come lenzuola,
ma non riusciva a dormirci dentro.

Indossava la pelle al contrario
e sentiva troppo dolore,
teneva il cuore in mano
e si macchiava le maniche della camicia,

Eppure, questo amore distratto
continuava a bussare,
sperando che
tra refusi ed errori
anche lei -almeno una volta- si distraesse
e lasciasse il cuore aperto
per farlo entrare.
Per sempre.